Aprilia (giovedì, 24 luglio 2025) — Il Comune di Aprilia mette il veto sull’ampliamento del grande pollificio tra via dei Cinque Archi e via Pantanelle. La decisione è stata presa dalla commissione straordinaria, che ha bocciato il progetto presentato dalla società agricola BioRomagna.
di Sofia Cilli
Il piano prevedeva la costruzione di nuovi capannoni per l’allevamento di galline ovaiole su una superficie coperta di oltre 10.900 metri quadrati, ben al di sopra dei limiti previsti dalla normativa vigente per le strutture agricole.
Una proposta ambiziosa, ma che si scontra con normative, vincoli ambientali e la forte opposizione dei residenti. Non è la prima volta che il progetto finisce sotto la lente: già nell’ottobre del 2022, la commissione congiunta urbanistica e ambiente aveva espresso parere negativo su una possibile deroga, segnalando numerose criticità.
Tra i punti più delicati, la vicinanza del terreno interessato ai nuclei abitativi “Lampione” e “Colli di Mare”, aree incluse nella “Variante speciale per il recupero dei nuclei abusivi” approvata dalla Regione Lazio. Le preoccupazioni si concentrano sul rischio di emissioni odorigene moleste, sull’elevato consumo di suolo e sulla pressione che l’impianto eserciterebbe sulle risorse idriche locali.
A rafforzare il “no” anche il parere tecnico dei dirigenti comunali all’urbanistica e all’ambiente, Stefano Gargano e Marco Paccosi, che pur non opponendosi all’attività in sé, hanno giudicato inopportuna qualsiasi deroga agli indici di edificabilità. “In considerazione della rilevante dimensione dell’impianto e degli inevitabili impatti sul territorio – scrivono – si esprime parere contrario alla deroga richiesta”.
A pesare sulla decisione anche la crescente inquietudine dei cittadini, già alle prese con un altro impianto avicolo della società privata “Ovolazio”. La prospettiva di convivere con due grandi pollifici nel raggio di pochi chilometri ha alimentato timori e proteste.
Con questa delibera, il Comune di Aprilia sembra aver tracciato una linea netta: il territorio non può più permettersi insediamenti intensivi che compromettano l’equilibrio ambientale e la qualità della vita dei residenti.
Last modified: Luglio 24, 2025

