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Aprilia, nidi privati: la legge regionale chiedeva un regolamento comunale entro 120 giorni. Ma ad oggi dov’è?

Aprilia (venerdì, 30 gennaio 2026) — Famiglie senza certezze, accreditamenti fermi al palo: il caso approda in Regione Lazio e al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

di Sofia Cilli

Ad Aprilia c’è una questione che non può più essere liquidata come semplice lentezza amministrativa. È il mancato – o quantomeno non pubblicamente reperibile – regolamento comunale previsto dalla Legge regionale Lazio n. 7 del 2020, indispensabile per rendere operative e trasparenti sul territorio le procedure relative ad autorizzazione, vigilanza e accreditamento dei servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni), compresi i nidi privati.

La norma regionale è chiara: una volta adottato il regolamento attuativo regionale, i Comuni avevano l’obbligo di dotarsi di un proprio regolamento comunale entro 120 giorni. Un atto che non è accessorio, ma centrale per garantire regole certe a famiglie e gestori.

Una scadenza fissata… e superata da anni

La Legge regionale 7/2020 prevede esplicitamente, all’articolo 10, l’adozione del regolamento comunale entro 120 giorni dall’entrata in vigore del regolamento regionale. Quest’ultimo è stato emanato il 16 luglio 2021 (Regolamento regionale n. 12/2021), e dedica un articolo specifico proprio al “Regolamento comunale” (art. 2).

In termini temporali, quindi, il passaggio comunale doveva essere completato entro la metà di novembre 2021. Se questo non è avvenuto – o se il regolamento esiste ma non è reso facilmente consultabile – l’effetto pratico è lo stesso: per famiglie e operatori mancano istruzioni chiare, pubbliche e verificabili.

Di chi è la responsabilità?

Un regolamento comunale è un atto fondamentale, che rientra nella competenza del Consiglio comunale, come stabilito dall’articolo 42 del Testo unico degli enti locali (TUEL). Non si tratta dunque di una scelta discrezionale, ma di un preciso dovere istituzionale.

Da qui una domanda inevitabile: perché un adempimento che doveva essere completato nel 2021 non risulta oggi risolto in modo trasparente e accessibile?

I numeri che non tornano: Aprilia grande città, accreditamenti minimi

Il quadro diventa ancora più critico se si guardano i dati ufficiali. Aprilia conta 74.615 residenti (dato al 1° gennaio 2025). Eppure, nell’Elenco regionale dei servizi educativi accreditati (SIRSE), aggiornato al 2 gennaio 2025, per l’intero territorio comunale risulta un solo nido accreditato: il “Domenico d’Alessio”, per un totale di 49 posti.

In termini concreti, significa circa 0,66 posti accreditati ogni 1.000 residenti. Un dato che, per una città di queste dimensioni, assume i contorni di un record al contrario. Anche qualora sul territorio fossero attivi altri servizi, il punto resta politico e amministrativo: negli elenchi regionali ufficiali l’accreditamento ad Aprilia non cresce.

Un problema che va contro l’Europa

Il contesto europeo rende la situazione ancora più problematica. Con la revisione degli Obiettivi di Barcellona, l’Unione Europea ha fissato per il 2030 un obiettivo ambizioso ma chiaro: almeno il 45% dei bambini sotto i 3 anni dovrebbe poter accedere ai servizi educativi per la prima infanzia.

In questo scenario, un grande Comune con regole comunali opache o assenti e con accreditamenti che non decollano non produce solo disservizi: alimenta disuguaglianze, penalizza le famiglie e scarica l’incertezza su chi lavora nel settore educativo.

Il dossier arriva in Regione e al Ministero

Di fronte a un obbligo regionale con scadenze precise che non risulta rispettato o chiarito pubblicamente, le famiglie hanno deciso di portare formalmente la questione:

  • alla Regione Lazio, competente per la disciplina normativa e per gli elenchi di accreditamento (SIRSE);
  • al Ministero dell’Istruzione e del Merito, amministrazione di riferimento per il sistema integrato 0-6 e per le politiche nazionali del settore.

Le domande che attendono risposte (con atti e date)

Le famiglie chiedono risposte pubbliche, documentate e verificabili:

  • Il regolamento comunale previsto dalla L.R. 7/2020 è stato adottato entro i termini?
  • Se sì, dove è pubblicato in modo chiaro e facilmente reperibile?
  • Se no, perché il Comune non ha rispettato un obbligo regionale esplicito?
  • Quali indicazioni operative sono state fornite ai nidi privati su iter, tempi, criteri, modulistica e percorsi di accreditamento?
  • Come si spiega che una città di circa 74.600 abitanti risulti con soli 49 posti accreditati, con la conseguente perdita di bonus regionali per le famiglie?

Le istituzioni chiedono ai cittadini di rispettare le regole.
La domanda che oggi arriva dalle famiglie, però, è una sola – ed è difficile da ignorare:

le istituzioni non dovrebbero essere le prime a rispettare la legge e a renderla applicabile con atti chiari, prima di pretenderne l’osservanza dagli altri?

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Last modified: Gennaio 30, 2026
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