Aprilia (mercoledì, 16 luglio 2025) — La nuova discarica di Sant’Apollonia si farà: il progetto prosegue senza ostacoli immediati, mentre cresce il malcontento tra i cittadini e si moltiplicano le iniziative legali.
di Sofia Cilli
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensione urgente presentata dalla società agricola Tenuta Calissoni Bulgari, che aveva chiesto l’interruzione immediata dei lavori. Il TAR ha giudicato non sufficientemente gravi e imminenti i rischi ambientali segnalati, rinviando ogni decisione definitiva alla Camera di consiglio fissata per il 10 settembre prossimo.
L’apertura del cantiere, ufficializzata lo scorso 30 giugno, prevede la conclusione entro il 28 novembre: tempi rapidi, che non hanno però placato le tensioni. Due i ricorsi principali in corso contro la discarica: uno da parte della Tenuta Calissoni Bulgari, assistita dagli avvocati Lidia Flocco e Paolo Cecchetti; l’altro presentato dal Comitato spontaneo dei residenti di via Scrivia, che si è autotassato per sostenere la battaglia legale.
Secondo i ricorrenti, l’iter autorizzativo sarebbe stato caratterizzato da irregolarità e forzature: tra le criticità principali, viene segnalata la presenza di una vecchia discarica abbandonata, mai bonificata, nelle immediate vicinanze della nuova area di smaltimento. Inoltre, vincoli ambientali precedentemente imposti sarebbero stati rimossi in modo anomalo, un fatto che – stando agli stessi residenti – rappresenterebbe un caso raro nel panorama nazionale. A livello politico, la vicenda ha lasciato l’amministrazione locale in posizione marginale: interrogazioni parlamentari sono state presentate, ma senza esito. La Commissione straordinaria che guida il Comune, composta da tre commissarie prefettizie, mantiene una linea di assoluto riserbo, evitando prese di posizione ufficiali.
Di fronte a questo vuoto istituzionale, la protesta si è trasferita nelle piazze. Sabato 19 luglio, alle ore 18:30, si terrà un’assemblea pubblica presso il Comitato “Grattacielo” di via Giovanni XXIII, 40, per coordinare nuove azioni contro il progetto. L’incontro, promosso dal Comitato spontaneo di via Scrivia, è aperto a tutta la cittadinanza. La posta in gioco non è solo locale: da un lato, c’è l’obiettivo dichiarato di garantire l’autosufficienza dell’ambito territoriale ottimale (ATO) di Latina nella gestione dei rifiuti; dall’altro, il rischio concreto di compromettere un’area a forte vocazione agricola e già segnata da criticità ambientali.
Il 10 settembre sarà il giorno chiave: il TAR del Lazio si pronuncerà nel merito, decidendo se il progetto potrà andare avanti o se prevarranno le motivazioni dei ricorrenti. Fino ad allora, i lavori continueranno. E con essi, la mobilitazione dei cittadini.
Last modified: Luglio 16, 2025

