Aprilia (martedì, 9 settembre 2025) — «Aumento di capitale: queste le parole che ci costeranno 1,6 milioni di euro». Con questa dichiarazione Andrea Ragusa, esponente del Movimento 5 Stelle di Aprilia, interviene sul tema dell’aumento di capitale richiesto da Acqualatina, pari a 30 milioni di euro complessivi.
di Sofia Cilli
La quota a carico del Comune di Aprilia, corrispondente al 5,51% delle azioni, ammonterebbe infatti a circa 1,6 milioni di euro. Secondo Ragusa, le motivazioni fornite dal gestore – necessità di sostenere gli investimenti sulla rete idrica e rafforzare la solidità finanziaria a causa di morosità e mancata approvazione del piano tariffario – sarebbero «poco credibili».
«La società – ricorda Ragusa – ha chiuso l’ultimo bilancio con un attivo di oltre 11 milioni, mentre la morosità ammonta a poco più di 6 milioni, meno della metà dell’utile. Gli investimenti poi non si vedono: ad Aprilia non è stato neanche mantenuto l’impegno di aprire uno sportello utenti, previsto dal verbale di consegna degli impianti del 2004».
Per i cittadini apriliani, denuncia l’esponente M5S, l’impatto sarebbe doppio: «Anche chi non è allacciato alla rete idrica dovrà contribuire, perché sarà il Comune a pagare la quota. Chi invece è utente si ritroverà a pagare due volte, con bollette già salate e un servizio che di notte prevede flussi ridotti, in alcune zone fino alla mancanza d’acqua».
Ragusa critica anche la gestione dei rapporti istituzionali: «Il Commissario straordinario D’Attilia, invece di pretendere il rispetto degli standard previsti dalla Carta dei servizi (2,5 atm di giorno e 7 atm di notte), ha accettato una riduzione del flusso limitata solo dalle 00:00 alle 05:00, rispetto al precedente orario 23:00-06:00. Un regalo per Acqualatina, non certo per i cittadini».
Nel mirino anche la struttura societaria: Acqualatina è pubblica al 51%, mentre il restante 49% fa capo a una catena societaria che arriva fino a Italgas SpA. «Solo nel 2024 – sottolinea Ragusa – ci è costata 18,5 milioni di euro, con appena 8 dipendenti ad Aprilia su 342 totali e 18.000 euro di multe per 9 violazioni contestate agli impianti».
Quanto ai fondi del PNRR (62 milioni di euro), Ragusa osserva che «i cittadini apriliani non avranno reali benefici, se non l’ottimizzazione del servizio idrico integrato e i contatori con telelettura, che servono più al gestore che all’utenza».
Infine, l’attacco politico: «L’inizio di questo incubo risale al 2004, quando l’amministrazione di centrodestra consegnò gli impianti comunali ad Acqualatina. Da allora i cittadini hanno accumulato solo disagi, tra riduzioni di flusso, perdite stradali e interventi tardivi. Oggi tre dei cinque membri del CdA sono in quota Fratelli d’Italia, quindi è improbabile che i Comuni di centrodestra votino contro l’aumento di capitale».
Per il Movimento 5 Stelle la soluzione resta una sola: «Ritornare alla gestione pubblica del servizio idrico, come stabilito dal referendum del 2011 e dalla legge regionale 5/2014. Il pubblico non fa profitti e può reinvestire i ricavi o ridurre i costi a beneficio dei cittadini».
Last modified: Settembre 9, 2025

