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Aprilia, stop al progetto fotovoltaico a La Cogna: la Soprintendenza boccia l’impianto da 11 MWp. Ma a pochi metri nascerà la discarica

Aprilia (martedì, 23 settembre 2025) — Il Ministero della Cultura ha bloccato il progetto per la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico nella zona di La Cogna, ad Aprilia. A esprimere parere negativo è stata la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Latina e Frosinone, che ha giudicato incompatibile con il contesto la proposta presentata dalla società Giraffe CE 13 S.r.l. per l’installazione di pannelli solari in via delle Acacie.

di Sofia Cilli

Un progetto da 11 MWp

Il piano prevedeva la costruzione di un impianto agrivoltaico, capace cioè di integrare produzione energetica e attività agricole, per una potenza complessiva superiore a 11 MWp. L’area scelta si trova a circa 600 metri in linea d’aria dalla futura discarica di Aprilia, già al centro di accese polemiche.

Le ragioni del “no”

Secondo la Soprintendenza, la localizzazione individuata ricade in un’area tutelata dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) del Lazio per il suo “rilevante valore paesaggistico”. Si tratta di un paesaggio agrario tradizionale, caratterizzato da campi coltivati, filari alberati e una forte visibilità panoramica.

La realizzazione dell’impianto, sostengono i tecnici ministeriali, avrebbe compromesso proprio questi elementi, alterando la percezione scenica e la continuità visiva del paesaggio. Neppure le opere di mitigazione previste, come siepi e barriere vegetali, sono state considerate efficaci: “costituiscono ulteriori ostacoli visivi, invece che risolvere il problema”.

I vincoli e gli usi civici

Oltre all’impatto paesaggistico, è stato sottolineato come i terreni siano gravati da usi civici e da vincoli stabiliti dal Codice dei Beni Culturali. In tali contesti, la normativa vieta la realizzazione di impianti per la produzione di energia, fatta eccezione per serre solari o piccoli impianti in prossimità di edifici agricoli esistenti.

Il verdetto, quindi, è netto: “Non è possibile individuare rimedi progettuali per il superamento del dissenso”. La società potrà eventualmente ripresentare la proposta, ma in un’area ritenuta idonea dal punto di vista paesaggistico.

Il paradosso: fotovoltaico no, discarica sì

Resta però un interrogativo che molti cittadini sollevano: come mai per il fotovoltaico è arrivato un secco “no” e per la discarica di Sant’Apollonia, che sorgerà a soli 600 metri, non sono state sollevate analoghe obiezioni?

Un impianto per i rifiuti, sottolineano i residenti, avrà inevitabilmente un impatto ben maggiore sul paesaggio e sull’ambiente circostante rispetto a un campo fotovoltaico. Domande che si aggiungono alle polemiche già accese sul progetto della discarica e al “muro di gomma” che, secondo i comitati cittadini, continua a caratterizzare la vicenda.

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Last modified: Settembre 23, 2025
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