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Festa dell’Unità – FuturAprilia, l’architetto Giovanna Porrino (ASSINARCH): “Aprilia non è un satellite di Roma, ma una città unica che deve scegliere il proprio futuro”

Aprilia (mercoledì, 15 ottobre 2025) — Nel corso della Festa dell’Unità – FuturAprilia, l’architetto Giovanna Porrino, presidente dell’ASSINARCH, l’associazione culturale degli ingegneri e architetti di Aprilia, è intervenuta con un ampio contributo dedicato alla pianificazione urbana e all’identità della città.

di Sofia Cilli

Dopo aver ringraziato il segretario del Partito Democratico di Aprilia, Davide Zingaretti, per l’invito al dibattito, Porrino ha sottolineato come il confronto sull’urbanistica non possa limitarsi a un approccio tecnico o normativo, ma debba recuperare la dimensione teorica e culturale che ne è alla base. “Le norme – ha spiegato – non sono un semplice esercizio burocratico: nascono da un pensiero, da un’idea di città. Quando si perde di vista il senso che le ha generate, si rischia di applicarle in modo sterile e distorto”.

Nel suo intervento, la presidente dell’ASSINARCH ha descritto Aprilia come un laboratorio urbanistico unico, capace di attraversare in soli ottant’anni tutte le principali fasi di sviluppo urbano: dalla città di fondazione al polo industriale, dalla periferia diffusa alla ricerca di una nuova rigenerazione. “Aprilia non è un quartiere satellite di Roma – ha ribadito – ma una realtà autonoma, con un’identità precisa e un potenziale straordinario. È il momento di decidere quale città vogliamo costruire”.

Secondo Porrino, la pianificazione futura deve partire da una rilettura critica del piano originario del professor Lugli, recuperandone la visione moderna e flessibile, pensata per adattarsi nel tempo alle trasformazioni del territorio. Non si tratta, dunque, di aggiungere nuove cubature, ma di ripensare la città in chiave fluida e interconnessa, con zero consumo di suolo, valorizzazione delle aree dismesse e creazione di corridoi ecologici e infrastrutturali.

A titolo di esempio, l’architetto ha richiamato il Finger Plan di Copenaghen, modello di città sostenibile che cresce lungo direttrici di servizi e trasporti mantenendo spazi verdi tra i poli urbani. Applicato ad Aprilia, questo approccio significherebbe estendere i servizi verso i nuclei periferici – come Campo di Carne, Gattone o Vallelata – collegandoli al centro e restituendo al paesaggio un ruolo connettivo. Un’altra possibile ispirazione, ha aggiunto, è quella di Stoccolma, con la sua rete ciclabile capace di riconnettere una città policentrica.

Porrino ha poi ricordato che tali interventi possono essere realizzati senza gravare sulle casse comunali, sfruttando le risorse già previste da programmi nazionali e regionali, come il raddoppio del binario ferroviario Campo di Carne–Aprilia–Campoleone, i progetti di alleggerimento viario e la riqualificazione della Pontina.

Infine, l’architetto ha lanciato un appello a una maggiore collaborazione tra tecnici e politica, per evitare errori e ambiguità che possano compromettere lo sviluppo della città. “Aprilia – ha concluso – può diventare un modello di urbanistica evolutiva, in grado di fondere teoria e prassi, pianificazione e visione. Una città capace di integrare tecnologia, ambiente e comunità, costruendo spazi urbani permeabili e una mobilità intelligente, secondo i principi delle Smart e delle Eco Cities.”

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Last modified: Ottobre 15, 2025
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