Aprilia — Un intreccio di vita, arte e sensibilità femminile sarà al centro della mostra “Fili d’Anima. La vita di Caterina tra tele e filati”, in programma il 29 e 30 novembre 2025 presso la Sala Manzù della Biblioteca Civica di Aprilia (LT).
L’iniziativa, ideata da Sara Basili con la direzione artistica della pittrice Erika Mallardi, rappresenta un omaggio intenso e delicato a Caterina Babbo, artista e artigiana apriliana scomparsa nel 2024, capace di esprimere attraverso tele e cucito le profondità della propria esistenza.
di Sofia Cilli
L’evento si aprirà sabato 29 novembre alle ore 17.00 con l’inaugurazione e la presentazione a cura della giornalista e scrittrice Antonella Rizzo.
Il giorno successivo, domenica 30 novembre alle 17.00, sarà invece dedicato a un incontro con l’avvocata Luana Sciamanna, che condurrà un dibattito sulla violenza di genere e presenterà il suo libro “100 motivi per non riaprire a un narcisista”.
La mostra sarà visitabile gratuitamente sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ed è aperta a tutti, anche ai più piccoli.
Un percorso di vita tra arte, educazione e introspezione
Nata e cresciuta ad Aprilia, Caterina Babbo ha mostrato sin da bambina una spiccata inclinazione per il disegno e le arti visive. Dopo gli studi presso la Scuola Media di Aprilia e il Liceo Artistico di Latina, si trasferisce in Toscana dove frequenta l’Istituto d’Arte di Arezzo, diplomandosi nel 1974. Durante questo periodo ottiene una borsa di studio presso la storica azienda orafa UnoAErre, per la quale realizza alcuni disegni poi messi in produzione.
Dopo una parentesi universitaria a Siena e Firenze, si laurea in Pedagogia e lavora in ambito educativo e sociale, senza mai abbandonare la passione per la pittura. La sua produzione artistica, sviluppata lungo oltre trent’anni, alterna tele ad olio di intensa forza espressiva a lavori di ricerca più intima e meditativa, realizzati da autodidatta.
Dal 2010 al 2024, Caterina si dedica con passione al cucito creativo, raggiungendo livelli di raffinatezza tecnica sorprendenti: nelle sue opere il filo diventa un linguaggio poetico, una forma di narrazione silenziosa capace di unire l’arte visiva all’artigianato.
Parallelamente, coltiva per tutta la vita un amore profondo per la lettura, la filosofia, la psicologia e la cucina, elementi che nutrono la sua sensibilità artistica e umana.
Un omaggio all’artista e alla donna
“Fili d’Anima” non è solo una mostra d’arte, ma un racconto intimo: un viaggio attraverso le opere, i ricordi e le passioni di una donna che ha saputo trasformare la quotidianità in creazione, e la materia in emozione.
Attraverso tele, manufatti e parole, l’evento intende restituire al pubblico l’eredità silenziosa ma potente di Caterina Babbo — una vita intrecciata ai suoi fili, ai suoi colori, e al suo sguardo poetico sul mondo.


