Scritto da 8:22 pm Aprilia, Politica

IBI di Aprilia, Tripodi (Forza Italia) lancia l’allarme: “Gestione della CIGS da chiarire, servono controlli urgenti”

Aprilia (domenica, 14 dicembre 2025) — La situazione occupazionale all’Istituto Biochimico Italiano (IBI) di Aprilia finisce al centro dell’attenzione politica regionale. A raccogliere la denuncia dei lavoratori è il consigliere regionale di Forza Italia Orlando Angelo Tripodi, che parla di una gestione “grave e potenzialmente irregolare” e chiede verifiche immediate a tutela dei dipendenti coinvolti.

di Sofia Cilli

Secondo quanto segnalato dai lavoratori, l’azienda avrebbe avviato la procedura di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) dopo aver già effettuato assunzioni a tempo determinato e in staff leasing. Una scelta che, una volta entrata in vigore la CIGS, avrebbe prodotto un effetto paradossale: invece di richiamare il personale interno, l’azienda avrebbe mantenuto attivi i contratti esterni, collocando in sospensione 29 lavoratori storici e altamente specializzati, molti dei quali con oltre vent’anni di servizio.

Dei 29 dipendenti inizialmente coinvolti, 15 hanno accettato una conciliazione, mentre gli altri risultano ancora sospesi, con prospettive occupazionali sempre più incerte. I lavoratori evidenziano come, pur trattandosi formalmente di mansioni diverse, molte delle attività affidate al personale a termine rientrino pienamente nelle competenze dei dipendenti in CIGS, che in passato le hanno già svolte.

Una dinamica che solleva interrogativi rilevanti: da un lato l’utilizzo di ammortizzatori sociali finanziati con risorse pubbliche, dall’altro il mantenimento di rapporti di lavoro precari, con un impatto diretto su lavoratori esperti e radicati nel territorio.

A preoccupare ulteriormente è, secondo i dipendenti, la mancanza di controlli ispettivi: al momento non risulterebbero verifiche puntuali né sulla gestione della CIGS né sull’effettivo utilizzo del personale esterno. Un vuoto che rischia di lasciare senza tutela i lavoratori sospesi.

Tripodi segnala inoltre che l’azienda non avrebbe fatto ricorso ai Programmi GOL della Regione Lazio, strumenti pensati proprio per favorire la riqualificazione e il reinserimento lavorativo in situazioni di crisi. «Siamo di fronte a una scelta che appare incomprensibile – afferma il consigliere regionale –. Invece di valorizzare professionalità interne consolidate, si preferisce mantenere contratti precari. Gli ammortizzatori sociali non possono diventare uno strumento per ridurre i costi scaricandoli sui lavoratori più esperti».

L’appello è rivolto alla Regione Lazio e agli organismi di controllo affinché intervengano tempestivamente per fare piena luce sulla vicenda. I lavoratori chiedono trasparenza, rispetto delle regole e garanzie concrete per la tutela della dignità, dei diritti e del futuro occupazionale delle persone coinvolte.

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Last modified: Dicembre 14, 2025
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