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Indagine “Assedio”, fissata a gennaio l’udienza preliminare: coinvolti Gangemi, Vinci e Mangiapelo. L’Udc di Aprilia tra le parti civili


Aprilia (sabato, 18 ottobre 2025) — Sarà il 27 gennaio 2026 la data dell’udienza preliminare per alcuni degli imputati nell’ambito della maxi inchiesta antimafia “Assedio”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e coordinata dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia.

di Sofia Cilli

Il Gup del Tribunale di Roma, Alessandra Boffi, ha infatti accolto la richiesta di rito abbreviato presentata da Sergio Gangemi, 51 anni, imprenditore di origini calabresi trapiantato tra Latina, Aprilia e Roma, difeso dagli avvocati Gianluca Agostino e Pierpaolo Dell’Anno. Insieme a lui, saranno giudicati con la stessa formula anche Gianluca Vinci(difeso dagli avvocati Stefano Iucci e Luca Giudetti) e Gianluca Mangiapelo (assistito da Guerrino Maestri e dallo stesso Giudetti), entrambi accusati di essere acquirenti e pusher all’interno del sodalizio guidato da Patrizio Forniti, attivo nello spaccio di stupefacenti.

Accolte dal Gup le costituzioni di parte civile presentate dal Comune di Aprilia, e dalle associazioni Antonino Caponnetto, Libera e Reti di Giustizia – Il Sociale contro le Mafie, già presenti nel processo principale in corso a Latina. Accolta anche la costituzione di parte civile di un commerciante apriliano.

Respinta, invece, la richiesta di rito abbreviato condizionato per Nabil Salami, 36 anni, genero di Forniti, che sarà giudicato con rito ordinario davanti al Tribunale di Latina. Salami, attualmente detenuto, è imputato per associazione mafiosa e già sottoposto a sorveglianza speciale. Secondo la DDA, oltre a gestire affari nel traffico di droga, avrebbe pianificato con Forniti l’eliminazione di un esponente della locale di ‘ndrangheta di Anzio e Nettuno, Giacomo Madaffari.

L’indagine “Assedio” – avviata nel 2018 – ha portato nel luglio 2024 all’arresto di 25 persone, tra cui l’ex sindaco di Aprilia Lanfranco Principi, e ha fatto emergere una fitta rete di interessi criminali che da Aprilia si estendeva fino a Roma.

Al centro del procedimento c’è proprio Sergio Gangemi, considerato dagli inquirenti un referente di rilievo del clan Forniti e legato alle cosche reggine De Stefano, Araniti e Martino, nonché in rapporti con Enrico Nicoletti, storico cassiere della Banda della Magliana. Gangemi è ritenuto l’artefice di una rete imprenditoriale che avrebbe consentito il riciclaggio e il reinvestimento di capitali illeciti attraverso società attive tra Latina, Cisterna e Nettuno, tra cui la Spazio Food Uno Spa, la Selection Cars srl e la V&GA Costruzioni srl.

Secondo le indagini, il 51enne – oggi detenuto nel carcere di Frosinone – avrebbe fornito supporto economico e logistico al clan Forniti, arrivando, secondo intercettazioni, a muovere somme ingenti di denaro in poche ore, fino a un milione di euro. La Unità di Informazione Finanziaria avrebbe ricevuto, tra il 1997 e il 2022, oltre 60 segnalazioni di operazioni sospette riconducibili al gruppo a lui legato.

Il processo principale di “Assedio” si svolge davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina, con imputazioni che vanno dall’associazione mafiosa al voto di scambio politico-mafioso, fino a estorsione, usura e traffico di stupefacenti.

Un’inchiesta complessa, che ha svelato la presenza stabile e strutturata di una cellula ‘ndranghetista radicata nel territorio pontino, con ramificazioni nel mondo economico e politico locale.

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Last modified: Ottobre 18, 2025
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