Aprilia (sabato, 4 ottobre 2025) — Il 3 luglio 2024 è rimasto impresso come uno spartiacque nella storia di Aprilia: in quella data il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, dopo che l’inchiesta “Assedio” ha travolto la classe dirigente cittadina, portando a processo 19 persone, tra cui l’ex vicesindaco e poi sindaco Lanfranco Principi.
di Sofia Cilli
A distanza di mesi, il dibattimento è entrato nel vivo davanti al Tribunale di Latina, dove nelle ultime settimane hanno iniziato a deporre i primi testimoni chiave.
La testimonianza della DIA e le intercettazioni
Il 3 settembre ha preso la parola una funzionaria della Direzione Investigativa Antimafia, che ha ricostruito la genesi e lo sviluppo dell’indagine. La testimone ha seguito il troncone romano dell’inchiesta, contribuendo anche alla stesura delle due informative principali, del 2020 e del 2021, considerate l’ossatura del procedimento.
Durante l’udienza sono state illustrate circa venti intercettazioni già trascritte, materiale che ha consentito al Pubblico Ministero della DIA Alessandro Picchi di condurre l’esame diretto, aprendo poi al controesame di un collegio difensivo composto da 14 avvocati.
Secondo la ricostruzione investigativa, tutto è partito nel 2018 con l’attenzione rivolta alla famiglia Gangemi, imprenditori ritenuti vicini alle cosche calabresi dei De Stefano e degli Araniti. L’ingresso in scena di Patrizio Forniti, narcotrafficante legato ai Gangemi, spinse la DIA a coinvolgere i Carabinieri di Aprilia, facendo emergere un reticolo criminale che dal mondo degli affari si intrecciava direttamente con la politica cittadina.
Contatti con i clan di Roma e la logistica della droga
Gli investigatori hanno evidenziato i contatti tra i Gangemi e il clan Senese, storica camorra romana. Non solo: nella società “Spazio Food Uno”, di proprietà dei Gangemi, lavoravano sia Forniti che Pasquale Lombardi, considerato la “copia” del figlio di Enrico Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana. Un intreccio che, secondo l’accusa, salda la criminalità romana con i nuovi interessi apriliani.
Un ruolo di rilievo lo avrebbe avuto anche la società di logistica “New Royal Trade”, con basi tra Milano, Aprilia e Reggio Calabria, che portava i Gangemi a rapportarsi con la cosca calabrese dei Mordà.
La DIA ha ricordato inoltre l’arresto dei fratelli Gangemi insieme a Forniti e Mirko Morgani, accusati di estorsione a imprenditori di Pomezia e Torvajanica. In quel contesto, secondo l’accusa, Principi avrebbe cercato di evitare che il Comune di Aprilia si costituisse parte civile, posizione poi assunta solo dopo una forte pressione mediatica.
Verso i pentiti: prossime udienze decisive
Le intercettazioni rivelano il condizionamento esercitato dal gruppo anche su altri imprenditori. L’ex dirigente del Latina Calcio Davide Lemma, minacciato dal clan Travali, si rivolse a Gangemi che lo mise in contatto con Forniti. Da quell’accordo nacque una tregua: stop alle minacce, in cambio dell’ingresso di Forniti come fornitore di stupefacenti al clan di origine rom Travali/Di Silvio.
Questi episodi saranno approfonditi nella prossima udienza, il 21 ottobre, quando deporranno proprio Lemma e i collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese.
Principi e le nuove intercettazioni
Al centro dell’attenzione resta anche Lanfranco Principi, vicesindaco all’epoca delle indagini e poi eletto sindaco nel 2023. Le intercettazioni, raccolte anche tramite un trojan inoculato sul suo telefono, lo vedono discutere di interessi legati a ristoranti e licenziamenti di dipendenti in seguito a pressioni esercitate da Gangemi.
Altri dialoghi, tra Luca De Luca e Marco Antolini (considerato vertice del gruppo Forniti con Ivan Casentini), hanno messo in luce le difficoltà nel sostenere economicamente le famiglie dei detenuti.
Le difese hanno contestato l’uso delle intercettazioni non ancora trascritte, ma il Tribunale ha deciso di proseguire, rinviando la discussione integrale al termine delle trascrizioni, previsto entro tre mesi.
Le prossime tappe
Dopo un’udienza di oltre tre ore, i giudici hanno fissato altre due date: il 7 novembre e il 5 dicembre, quando sarà ascoltato il colonnello dei Carabinieri che ha curato le informative su Aprilia.
Un processo che continua a far emergere il volto di una città di quasi 80mila abitanti, descritta dagli atti non più come semplice terreno d’influenza dei clan calabresi Alvaro, ma come la nuova base operativa del narcotrafficante Forniti e della rete di relazioni tra criminalità organizzata, impresa e politica.
Last modified: Ottobre 4, 2025

