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Processo “Assedio”, continua il dibattimento sul sistema mafioso di Aprilia: sul banco degli imputati anche l’ex sindaco Principi

Aprilia (mercoledì, 22 ottobre 2025) — È proseguito davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina – composto dai giudici Nadile, Zani e Trapuzzano Molinaro – il processo scaturito dalla maxi operazione “Assedio”, condotta da DDA, DIA, Carabinieri e Polizia di Stato, che nel 2024 portò al commissariamento per infiltrazioni mafiose del Comune di Aprilia.

di Sofia Cilli

Alla sbarra 19 imputati, tra cui l’ex sindaco Lanfranco Principi, presente per la prima volta in aula nella giornata del 21 ottobre. Mancano invece Patrizio Forniti e Monica Montenero, considerati vertici del sodalizio criminale apriliano, ancora latitanti dal luglio 2024.

Nel procedimento, oltre al Comune di Aprilia (difeso dall’avvocato Massimo Sesselego), si sono costituite parti civili le associazioni “Antonino Caponnetto”, “Rete di Giustizia. Il Sociale contro le mafie” e “Libera”, rappresentate dagli avvocati Benedetta Manasseri, Fabio Federici, Vincenza Rando e Demetrio Villani. A sostenere l’accusa è il pubblico ministero della DDA di Roma, Alessandro Picchi.

Tra gli imputati figurano figure di spicco della criminalità pontina come Luca De Luca, ritenuto il braccio destro di Forniti, l’imprenditore Antonio Fusco, accusato di usura e associazione mafiosa, e Sergio Gangemi, considerato vicino alla ’ndrangheta reggina. Quest’ultimo, insieme a Gianluca Vinci e Gianluca Mangiapelo, sarà giudicato con rito abbreviato.

Il processo ha visto la deposizione di due collaboratori di giustizia, Renato Pugliese e Agostino Riccardo, ex membri dei clan Travali e Di Silvio, già ritenuti attendibili in numerosi procedimenti antimafia. I due hanno ricostruito le dinamiche del sodalizio criminale apriliano, i rapporti con la malavita di Latina e i legami con figure politiche e imprenditoriali del territorio.

Pugliese ha descritto gli affari di droga e le mediazioni criminali tra Sergio Gangemi, Patrizio Forniti e il clan Travali, raccontando anche di una presunta estorsione ai danni di Davide Lemma, ex dirigente del Latina Calcio. Secondo il collaboratore, Forniti avrebbe assunto un ruolo da mediatore e successivamente da fornitore di stupefacenti per il clan, consolidando la propria influenza nel territorio pontino.

Riccardo, dal canto suo, ha confermato la centralità di Forniti nella gestione del narcotraffico e dei rapporti con la ’ndrangheta, indicando tra i suoi referenti Ivan Casentini, Marco Antolini, Nabil Salami e altri imprenditori locali. “Ad Aprilia non si muoveva foglia senza Forniti – ha dichiarato – aveva agganci politici e decideva tutto lui”.

Il dibattimento ha poi ripercorso anche le accuse mosse all’ex sindaco Lanfranco Principi, imputato di associazione mafiosa (art. 416 bis). Secondo quanto riportato nel decreto di giudizio immediato firmato dal Gip Francesco Patrone, i fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2018 e il luglio 2024.

L’ex primo cittadino, già vicesindaco con deleghe al Bilancio e ai Rapporti con le aziende, avrebbe – secondo l’accusa – agevolato il gruppo Forniti ostacolando la costituzione di parte civile del Comune in un precedente processo e favorendo ditte riconducibili ai membri del sodalizio nell’assegnazione di appalti pubblici e lavori comunali.

Le operazioni contestate includerebbero affidamenti diretti, sanatorie edilizie, autorizzazioni commerciali e agevolazioni amministrative in cambio di sostegno elettorale e coperture politiche.

Il processo “Assedio”, che ha scoperchiato una fitta rete di connivenze tra politica, affari e criminalità organizzata ad Aprilia, riprenderà il 7 novembre con l’audizione di nuovi testimoni dell’accusa, tra cui un ufficiale dei Carabinieri autore dell’informativa conclusiva.

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Last modified: Ottobre 22, 2025
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