Aprilia (martedì, 2 dicembre 2025) — Le commissarie straordinarie del Comune hanno avviato l’iter per introdurre la tassa di soggiorno destinata ai non residenti. Una misura ormai diffusa in molte città italiane, ma che – secondo Italia Viva Aprilia – richiede una riflessione più profonda prima di essere applicata in un territorio che, a oggi, non dispone di un’offerta turistica strutturata.
di Sofia Cilli
Il presidente provinciale di Italia Viva, Vincenzo Giovannini, sottolinea come Aprilia debba prima diventare realmente attrattiva: «Per introdurre una tassa di soggiorno serve un tessuto turistico che oggi non esiste. La città ha bisogno di percorsi culturali, eventi di richiamo almeno regionale e di un piano di rilancio complessivo. Attualmente le strutture ricettive ospitano soprattutto lavoratori, non turisti».
I nodi irrisolti: eventi a rischio e occasioni mancate
Tra le criticità evidenziate da Italia Viva, spicca il futuro del Carnevale Apriliano, storicamente uno degli appuntamenti più identitari della città ma oggi a rischio a causa del contenzioso tra Comune e Associazione dei Carristi. «Un evento che rischia di scomparire», osserva Giovannini, «nonostante la sua rilevanza culturale».
Il partito ricorda poi l’inserimento di Aprilia nella Campagna Romana, approvato all’unanimità dal precedente Consiglio comunale per valorizzare il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico. Un percorso che si è però arenato tra vincoli ministeriali, ricorsi e, infine, l’autorizzazione alla realizzazione di una discarica, considerata da Italia Viva un’occasione perduta per la promozione del territorio.
La Fiera di Campoverde: un patrimonio da salvare
Altra preoccupazione riguarda la Fiera Agricola di Campoverde, giunta nel 2025 alla 40ª edizione e riconosciuta come manifestazione di rilievo nazionale. Secondo Italia Viva, la struttura necessita di interventi urgenti per evitare un ulteriore declino. «La Fiera è una delle principali attrazioni del territorio e genera indotto. L’amministrazione deve intervenire subito», afferma Giovannini.
“La tassa oggi sarebbe percepita come un modo per fare cassa”
Pur riconoscendo le buone intenzioni alla base della tassa – reinvestire le entrate nel settore turistico – Italia Viva ritiene che il momento sia sbagliato. «Oggi verrebbe percepita solo come un modo per fare cassa», insiste Giovannini, che critica anche la mancata presentazione del ricorso sul deposito rifiuti: «Sarebbe stato almeno un segnale di difesa del territorio, indipendentemente dall’esito».
“Serve prima un risanamento complessivo, poi una nuova tassa”
Il partito richiama l’attenzione sullo stato del patrimonio cittadino: periferie degradate, accampamenti abusivi, servizi igienici e infrastrutture carenti, impianti sportivi inagibili o incompleti. Tra le opere incompiute ricordate da Giovannini figurano lo stadio, la pista di atletica, il Palazzetto dello Sport inutilizzato e l’Ostello della Gioventù di Capanna Murata, ristrutturato ma abbandonato.
«In queste condizioni», conclude, «l’unico “tour” possibile sarebbe quello dei rifiuti: discariche, impianti e siti in attesa di autorizzazione. Aprilia ha bisogno di un risanamento sociale, culturale e infrastrutturale prima di applicare una tassa di soggiorno. Occorre tornare alla normalità, tornare alla politica, andare a elezioni e dotarsi di un’amministrazione scelta dai cittadini. Solo una città rilanciata potrà permettersi una misura del genere e farla accettare alla popolazione».
Last modified: Dicembre 2, 2025

