Aprilia (mercoledì, 10 dicembre 2025) — Con l’arrivo delle festività natalizie, quando le strade si accendono di luci e suggestioni, Aprilia Libera invita a guardare oltre l’atmosfera scintillante per osservare le zone d’ombra della città. A parlare è Rosalba Rizzuto, che denuncia l’ennesimo anno segnato da mancate risposte, silenzi amministrativi e nuove autorizzazioni a impianti impattanti sul territorio.
di Sofia Cilli
Secondo il gruppo civico, una parte consistente della popolazione continua a vivere tra miasmi, polveri, attività industriali poco controllate e un’amministrazione – ora commissariale – che non favorirebbe alcun dialogo con i cittadini. Nonostante pec, comunicati, richieste d’incontro e sit-in, dalle commissarie non sarebbe arrivato nessun segnale di apertura. In compenso, osserva Rizzuto, il quadro autorizzativo continua ad arricchirsi di nuovi impianti di trattamento rifiuti o di rinnovi concessi a realtà già note per le loro emissioni.
Il panorama delle criticità è ampio: parchi chiusi e mai riqualificati, associazioni culturali e sportive private degli spazi, strutture pubbliche inutilizzate, tradizioni cittadine cancellate e un generale senso di abbandono amministrativo. Un immobilismo che, secondo Aprilia Libera, escluderebbe completamente la cittadinanza dal governo della città.
Da qui la scelta – quasi obbligata – di ricorrere sempre più spesso a strumenti legali, anche davanti ai tribunali, per tentare di contrastare autorizzazioni considerate dannose e per imporre un minimo di trasparenza e controllo.
Uno dei punti più critici rimane l’assenza di monitoraggi ambientali adeguati. Dopo anni di richieste, Aprilia risulta dotata soltanto di una vecchia centralina nel centro urbano, mentre aree come Campoverde e Campo di Carne – segnate da poli industriali, impianti di rifiuti, incendi e un’incidenza oncologica preoccupante – non sarebbero mai state monitorate. Lo stesso vale per la zona industriale, dove i residenti denunciano da tempo sversamenti e cattivi odori. Intanto, non mancano nuovi progetti: dalla produzione di combustibili da rifiuti a Sacida fino alla megadiscarica di Sant’Apollonia, autorizzata – denuncia l’odv – in un territorio segnato da decine di siti inquinati mai bonificati.
Il quadro, afferma Rizzuto, impone una riflessione urgente: cosa lasceremo alle generazioni future? Perché nessuna istituzione – dal Comune all’ASL, da ARPA alla Regione – sembra voler collegare in modo chiaro lo stato dell’ambiente con le condizioni di salute della popolazione?
Per discutere di questi temi, Aprilia Libera organizza per il 15 dicembre 2025, nella sala del Comitato di quartiere Primo, una tavola rotonda aperta a tutti i cittadini, dedicata all’“insalubrità del territorio”, al consumo di suolo, alla trasparenza amministrativa e agli effetti cumulativi delle emissioni industriali. A seguire, una cena sociale destinata a sostenere le spese legali dei ricorsi contro le autorizzazioni regionali e, in parte, quelle di un giovane palestinese detenuto in Italia, che l’associazione ritiene vittima di accuse infondate.
“L’unica speranza – conclude Rizzuto – nasce dall’unione e dall’organizzazione tra persone che non vogliono rassegnarsi. La resistenza e la forza del popolo palestinese ci ricordano che opporsi è possibile”.
Last modified: Dicembre 10, 2025

