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Tra Aprilia e Nettuno stop agli autovelox: erano privi di omologazione

Aprilia (venerdì, 1 agosto 2025) — Dopo mesi di polemiche, ricorsi e sentenze, è calato definitivamente il sipario sui due contestati autovelox installati dal Comune di Lanuvio lungo la via Nettunense, al confine con Aprilia. Gli apparecchi, spenti lo scorso 13 luglio, sono finiti al centro di un vero e proprio terremoto politico, esploso durante l’ultima seduta del consiglio comunale del 28 luglio.

di Sofia Cilli

A sollevare il caso in aula è stata la consigliera d’opposizione Ilaria Signoriello, che non ha risparmiato accuse alla maggioranza: «In questa aula non si ottengono mai risposte, manca il coraggio di affrontare questioni delicate che coinvolgono i cittadini. Abbiamo speso oltre 25mila euro di debiti fuori bilancio per difenderci da sentenze su autovelox non omologati. Le multe emesse erano illegittime, e a pagarle sono stati solo i più ignari o chi non poteva permettersi un avvocato. I “poveri cristi”, come sempre».

Ma la consigliera non si è fermata qui. Ha puntato il dito contro la gestione opaca della vicenda, rivelando che lo spegnimento dei dispositivi – i Velocar Red&Speed EVO-R – era avvenuto in silenzio il 13 luglio, senza alcuna comunicazione pubblica. «Eppure su quegli incassi erano stati costruiti i bilanci comunali», ha denunciato, definendo la vicenda «scandalosa» e annunciando il suo voto contrario ai debiti fuori bilancio generati dalla gestione degli autovelox.

Sulla vicenda è intervenuto anche Andrea Ragusa, esponente apriliano del Movimento 5 Stelle, che ha confermato lo spegnimento dei dispositivi e denunciato che nessuno dei due apparecchi era mai stato omologato, come richiesto dalla legge. «La Corte di Cassazione lo ha ribadito con due ordinanze – la 10505/2024 e la 12924 del 6 maggio 2025 – eppure gli autovelox sono rimasti attivi per altri due mesi», ha dichiarato. «Sono stati installati su un tratto dove non ricade alcun centro abitato, ma il limite è di 50 km/h: se davvero lo scopo era la sicurezza, perché non metterli nel centro del quartiere Bellavista?».

Ragusa conclude con una riflessione che suona come una chiamata alle armi legali: «Ora mi chiedo: tutti i cittadini multati potrebbero intentare una causa per truffa contro il Comune di Lanuvio? Forse è il momento di chiedere il parere di un avvocato esperto».

Intanto resta il dubbio: è stato un errore tecnico, una svista amministrativa o l’ennesimo tentativo di fare cassa con strumenti fuori legge? Di certo, ora il Comune dovrà fare i conti con le ripercussioni politiche, economiche e legali di una scelta che si è rivelata disastrosa su più fronti.

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Last modified: Agosto 1, 2025
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