Aprilia — Davide Tiligna commenta con amarezza la determina che sancisce la rescissione di uno dei contratti legati al progetto PINQuA, un atto che, a pochi mesi dalla scadenza del PNRR, rischia di cancellare un tassello decisivo di un programma pensato per rianimare e ridefinire un’area intera della città. Era un intervento in cui ogni opera dialogava con le altre, un mosaico urbanistico creato per trasformare il quadrante est in un sistema coerente di servizi, spazi pubblici e infrastrutture.
di Sofia Cilli
Secondo l’ex consigliere, il progetto avrebbe potuto rappresentare un raro esempio di pianificazione unitaria, capace di guardare oltre l’immediato. Invece oggi si sfalda tra ritardi, contenziosi e scelte amministrative che appaiono indecifrabili. La determina rivela lo scontro tra Ente e privato, mentre l’attuazione del comparto privato è bloccata. Tiligna teme che l’operatore decida di sfilarsi del tutto, lasciando in sospeso un’area considerata strategica.
La visione originaria immaginava una sorta di cittadella dello sport, un’architettura di funzioni e servizi pensata per rigenerare l’intero quadrante. Ora, però, il rischio è un panorama di interventi disconnessi, cantieri solitari privi della forza di generare benefici reali. La rescissione ne sarebbe la conferma più evidente.
Il comparto prevedeva nuova viabilità, un palazzetto dello sport, un parco per il quartiere residenziale. Oggi, invece, resta soprattutto l’interrogativo su cosa sopravviverà di quell’insieme.
E non è un caso isolato. Tiligna ricorda il ponte di via Carroceto, opera cruciale per alleggerire il traffico della zona, bloccata dal 2022 pur avendo un appalto già affidato. A questo si aggiunge il palazzetto dello sport, ancora fermo in attesa di un bando di gestione che non arriva, nonostante sia stato affidato un incarico per redigerlo. Anche la nuova viabilità tra via Respighi e l’area del palazzetto ristagna, mentre il ponte di collegamento attende da tempo la soluzione per lo spostamento del mercato.
All’elenco si sommano lo stadio, la pista di atletica, il pallone tensostatico: opere che rimangono sospese, come se la città fosse intrappolata in un movimento immobile, dove l’unica cosa che avanza sono le carte.
Il commissariamento, nato per ristabilire ordine, trasparenza e continuità, sembra aver stratificato ulteriormente l’incertezza. Così, nel momento in cui Aprilia avrebbe potuto imboccare una strada di sviluppo, appare più simile a un cantiere abbandonato che a una città in trasformazione.
Per Tiligna, ciò di cui Aprilia ha bisogno non sono cantieri fermi né idee interrotte, ma una visione capace di ricucire ciò che oggi è disperso, restituendo coerenza e direzione agli interventi. Solo recuperando uno sguardo d’insieme, afferma l’ex consigliere, si potrà tornare a costruire una città che cresce davvero, senza lasciarsi sfuggire opportunità preziose.
Last modified: Novembre 7, 2025

