Aprilia (mercoledì, 30 luglio 2025) — Mamme e papà sul piede di guerra ad Aprilia dopo l’annuncio, arrivato da numerosi asili privati, di pesanti aumenti delle rette in vista del prossimo settembre. Secondo diverse testimonianze raccolte in queste ore, le tariffe mensili per il tempo pieno in alcune strutture sarebbero addirittura raddoppiate, toccando cifre comprese tra i 700 e gli 800 euro al mese. Un impatto economico che molte famiglie definiscono insostenibile.
di Sofia Cilli
Ma i rincari, per quanto gravosi, sono solo una faccia del problema. L’altra riguarda il drastico taglio ai posti disponibili. Dopo una serie di controlli effettuati recentemente dall’amministrazione comunale, sono infatti emerse numerose irregolarità legate sia alle dimensioni delle strutture che al numero minimo di educatori richiesto per legge. La normativa prevede, ad esempio, almeno 6 metri quadrati netti per bambino, oltre a un rapporto di 1 educatrice ogni 7 piccoli iscritti.
Con l’obbligo di mettersi in regola per continuare a operare, molti asili si sono visti costretti a ridurre drasticamente il numero di bambini accolti, con l’effetto immediato di un’esplosione delle tariffe. Una dinamica che sta lasciando centinaia di famiglie in una situazione critica, senza alternative concrete.
“Il problema non è solo il costo esorbitante – denuncia Simona, una mamma apriliana – ma anche il fatto che non si trova posto da nessuna parte. Il nido di mia figlia ha tagliato gli ingressi e tutte le strutture a cui ho telefonato mi hanno risposto che sono al completo. Cosa dovrei fare? Licenziarmi? Il Comune cosa propone a noi genitori che lavoriamo e ora non abbiamo più un servizio essenziale?”.
Anche Maria, un’altra madre, punta il dito contro quella che appare una mancanza di pluralismo nei costi, segnalando una strana omogeneità negli aumenti tra gli asili del territorio: “Sembra quasi ci sia stato un accordo tra i gestori – afferma – e a rimetterci siamo solo noi famiglie. Le opzioni sono sempre meno, le spese sempre più alte. Così l’accesso al nido rischia di diventare un lusso riservato a pochi. Ed è una cosa profondamente ingiusta”.
L’ondata di polemiche sta alimentando un crescente malcontento sui social, mentre cresce la pressione sull’amministrazione comunale, chiamata ora a fornire risposte concrete: sia sul fronte della regolamentazione dei servizi privati, sia su quello dell’offerta pubblica. Le famiglie chiedono soluzioni immediate e accessibili, prima che l’emergenza educativa si trasformi in un problema sociale ben più ampio
Last modified: Luglio 30, 2025

