Scritto da 7:33 am Aprilia, Attualità, Top News

Aprilia, roghi e veleni alle porte: l’ex impianto Eco Imballaggi è ancora una bomba

Aprilia (sabato, 19 luglio 2025) — Una distesa di rifiuti infiammabili nel cuore dell’area industriale di Aprilia. Legno, plastica e carta accatastati senza regole, esposti al sole, al vento e a ogni rischio possibile. È questo lo scenario inquietante che, da anni, si presenta in via delle Scienze, dove sorge l’ex impianto della Gruppo Eco Imballaggi S.r.l., società fallita nel 2020 e mai realmente rimossa dalla storia – o dalla geografia – del territorio.

di Sofia Cilli

Un sito sequestrato dalla Procura, ma rimasto fermo nel tempo, come un relitto industriale dimenticato, oggi ancora pericolosamente intatto. Nessuna bonifica, nessuna messa in sicurezza: solo degrado, rischio incendi e la minaccia costante di infiltrazioni e vandalismi.

Una bonifica mai iniziata

La storia inizia nel 2016, quando alla società viene concesso il permesso per gestire rifiuti non pericolosi. Ma già nel 2019 la situazione sfugge di mano: l’attività viene diffidata dalla Provincia per irregolarità nella conduzione, e il sito finisce sotto sequestro della Polizia Locale per l’accumulo incontrollato dei materiali.

Il Comune, preso atto del disastro in corso, chiede l’escussione della fideiussione da 50.000 euro legata all’autorizzazione, così da finanziare un primo intervento di bonifica. Nel gennaio 2020 arriva l’ok dell’autorità giudiziaria per accedere all’area e affidarne la caratterizzazione a una ditta specializzata. Il lavoro, costato circa 10.500 euro, si conclude ad aprile. Ma da quel momento, tutto si blocca.

Nonostante i soldi disponibili e un quadro ormai chiaro dei rifiuti presenti, la rimozione non parte mai. Così, il sito resta lì: abbandonato, pericoloso, e con materiali altamente combustibili ammassati sotto il cielo.

Un occhio elettronico contro il degrado

Oggi, a distanza di cinque anni, l’unica risposta concreta arriva sotto forma di una telecamera di videosorveglianza. Il Comune, nel tentativo di porre almeno un argine al rischio, ha approvato una determina per installare un sistema di controllo nell’area pubblica adiacente al sito.

L’obiettivo è duplice: da un lato, scoraggiare atti vandalici e roghi dolosi; dall’altro, monitorare costantemente la situazione per poter intervenire tempestivamente in caso di emergenze. La fornitura è stata affidata, tramite procedura MEPA, alla Copy Service s.r.l. di Aprilia, per un importo di 4.453 euro.

Un intervento minimo, ma necessario, in assenza di soluzioni più radicali. Per ora, sarà l’occhio elettronico a tenere sotto controllo un’area dove nessuno sembra più voler mettere piede.

Tra scaricabarile e rimpalli istituzionali

Le responsabilità, nel frattempo, si intrecciano tra enti e silenzi. La curatela fallimentare, la Provincia, la Regione Lazio – che nel 2019 aveva ribadito la competenza comunale per la bonifica – e il Comune stesso, si sono passati il cerino senza che nessuno lo spegnesse davvero. Nel frattempo, il pericolo è rimasto. E cresce.

Con l’arrivo dell’estate, l’incubo incendi torna ad affacciarsi. Ogni ondata di calore potrebbe trasformare quei cumuli di rifiuti in un rogo tossico, con conseguenze drammatiche per la salute dei residenti e per l’ambiente circostante.

Un finale ancora sospeso

A oggi, l’ex Eco Imballaggi è un simbolo di promesse non mantenute. Un luogo dimenticato da chi avrebbe dovuto vigilare, bonificare, intervenire. Ora che il Comune è commissariato, le speranze si spostano sul Prefetto, ultimo attore istituzionale chiamato a dare una svolta a una vicenda che va avanti da troppo tempo.

Nel frattempo, tra rifiuti, telecamere e burocrazia, la bomba ecologica resta lì. In attesa di qualcuno che abbia il coraggio – e il potere – di disinnescarla davvero.

Fammi sapere se vuoi adattare il tono a un target specifico (ad esempio, per un pubblico locale, un settimanale d’inchiesta, un blog ambientale, ecc.) o se desideri una versione più breve o radiofonica.

Condividi la notizia:
Last modified: Luglio 19, 2025
Close