Aprilia (giovedì, 9 ottobre 2025) — Una lite tra vicini di casa sfociata in anni di minacce, insulti e aggressioni: è questo il cuore del processo che si sta svolgendo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina. A comparire sul banco degli imputati sono tre persone: una coppia residente nella campagna di Aprilia e il fratello della donna, accusati di atti persecutori e minacce nei confronti dei vicini, anch’essi coppia e costituiti parte civile.
di Sofia Cilli
Secondo l’accusa, i problemi tra le famiglie iniziano tra il 2019 e il 2020, quando uno dei coniugi parte offesa nota che il figlio maggiore dei vicini offre alcolici alle figlie minorenni, rispettivamente di 11 e 6 anni. Fino a quel momento i rapporti tra le famiglie erano stati cordiali, con presenze reciproche anche a feste di compleanno.
Il punto di rottura definitivo arriva quando i due pitbull della coppia imputata aggrediscono il cane delle vittime, un meticcio simil setter di 15 chili, in due distinti episodi. Gli animali riescono a passare attraverso un foro nella recinzione e assalgono il quadrupede, che sopravvive miracolosamente a gravi ferite alla gola dopo interventi chirurgici.
Dopo questi episodi, la coppia parte offesa denuncia una vera e propria escalation di comportamenti molesti: insulti, minacce di incendio alla recinzione, offese personali e alla famiglia, compresa la figlia maggiore. La donna, affetta da gravi patologie polmonari e costretta a usare un dispositivo per respirare, ha raccontato in aula episodi di offese pesanti rivolte a lei e al marito, fino a minacce di aggressione fisica rivolte alla figlia: “Se ti prendo, ti strozzo”.
I rapporti tra le due famiglie sono resi ancora più difficili dalla vicinanza delle abitazioni, separate solo da una strada comunale. Le vittime hanno modificato le loro abitudini quotidiane per paura, mentre gli imputati avrebbero continuato con gesti intimidatori, come tossire vicino alla donna malata durante il periodo Covid o sputare ai loro piedi. Non mancano episodi di bruciatura di sterpaglie estive, con il fumo che invadeva la casa e peggiorava le condizioni di salute della donna, richiedendo in un’occasione l’intervento dell’ambulanza.
Le minacce si sono estese anche alle automobili rigate e ai continui squilli di citofono, oltre a insulti sessisti e body shaming rivolti alla figlia maggiore della coppia offesa.
Durante l’udienza, la testimonianza della donna è stata interrotta più volte per il dolore nel ricordare quanto subito. Gli imputati, difesi dall’avvocato Valentina Leonardi, hanno ascoltato senza intervenire, scuotendo la testa mentre la parte offesa descriveva gli episodi. Il processo è stato rinviato all’11 febbraio, quando saranno ascoltati nuovi testimoni dell’accusa.
Last modified: Ottobre 9, 2025

