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Matteo Esposito, il talento pontino che conquista la scena internazionale con “Playing Memories”

Aprilia — Nell’universo della danza contemporanea italiana sta emergendo una figura capace di unire visione, tecnica e una sorprendente maturità artistica: Matteo Esposito. Il giovane danzatore e coreografo di Aprilia è uno dei protagonisti più luminosi della docu-serie “PLAYING MEMORIES – due settimane x un sogno”, progetto culturale finanziato dal PNRR e realizzato dal Saint Louis College in collaborazione con la RAI, disponibile su RaiPlay.

di Sofia Cilli

Il 12 novembre debuttano le ultime puntate, che mettono al centro il suo lavoro nelle residenze artistiche L’Aquila–Tbilisi e Pordenone–Bogotà, veri laboratori di sperimentazione creativa raccontati dalla voce narrante di Marco Liorni. La serie non è solo un viaggio nelle arti performative, ma una finestra sulle eccellenze giovanili che, dal cuore dell’Italia, dialogano con il mondo.

Un progetto internazionale che valorizza i talenti italiani

“Playing Memories” nasce per favorire la crescita e la circolazione delle arti giovanili a livello globale: otto residenze artistiche, sedici performance dal vivo, un intreccio continuo di linguaggi e culture. Inserita all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’iniziativa sostiene la formazione di una nuova generazione di professionisti dell’arte, offrendo loro strumenti, mentor e una vetrina d’eccezione.

Liorni, che della serie è narratore e testimone, ne sottolinea infatti la vocazione: un format che non si limita a documentare, ma che restituisce al pubblico la complessità dei percorsi creativi, l’importanza della collaborazione e il valore dell’arte come spazio di incontro.

L’ascesa di Matteo Esposito: dalla formazione alla scena internazionale

A soli ventisei anni, Esposito vanta un profilo raro per completezza. Dopo una prima esperienza romana, si forma all’Accademia Susanna Beltrami/DanceHaus di Milano, dove si confronta con maestri di riferimento della danza italiana e internazionale. Parallelamente approfondisce i suoi studi in Inghilterra e Germania, alla West London School of Dance, alla Young Dancers Academy e alla Contemporary Dance School di Amburgo.

Da questa base solida prende forma un percorso professionale ricco di collaborazioni prestigiose:
– danza al fianco di Luciana Savignano in “Tango di Luna”;
– partecipa alle composizioni di Lucinda Childs;
– si esibisce con l’Opera Zuid di Maastricht e, nel 2025, con il Béjart Ballet Lausanne nel celebre “Bolero”.

Accanto alla carriera da interprete, Esposito coltiva una vocazione sempre più marcata per la regia artistica e la coreografia, firmando cortometraggi, assistenze e progetti che lo rivelano come un creativo capace di costruire visioni coerenti e multidisciplinari.

Le puntate in uscita su RaiPlay danno spazio soprattutto a due esperienze che raccontano la maturazione artistica di Esposito.

1. L’Aquila – Tbilisi: “Note di Cinema”

In questo percorso italo-georgiano, Esposito è parte di un cast internazionale di dodici giovani artisti impegnati a trasformare alcuni capolavori del cinema italiano in una performance ibrida di danza, musica e immagini. L’esito è un viaggio emotivo di quaranta minuti, dove i movimenti dei danzatori dialogano con arrangiamenti jazz e suggestioni visive che riportano alla memoria grandi scene cinematografiche.
Esposito contribuisce sia come danzatore sia come coreografo, offrendo una chiave interpretativa personale e raffinata.

2. Pordenone – Bogotà: “Jukebox”

Nella residenza “Jukebox” Esposito assume un ruolo ancora più decisivo: ideatore del concept, direttore artistico, coreografo e interprete. Il progetto trasforma Villa Marini Cattaneo in un percorso immersivo, un “jukebox poetico” che il pubblico attraversa stanza dopo stanza, guidato da segnali visivi, sonori e perfino olfattivi.


La sfida si fa ancora più complessa nel riallestimento colombiano, dove il lavoro deve adattarsi a un nuovo contesto culturale senza perdere coerenza narrativa: una prova che mette in luce la capacità di Esposito di armonizzare estetiche, sensibilità e linguaggi artistici diversi.

Un trampolino verso il futuro

La partecipazione a “Playing Memories” rappresenta per Esposito non solo una consacrazione, ma “un momento-soglia”: il passaggio verso un profilo internazionale sempre più definito. La scelta di documentare il suo lavoro in due residenze così simbolicamente e geograficamente distanti rafforza l’immagine di un giovane direttore artistico destinato a lasciare il segno nella danza e nelle arti performative contemporanee.

Il debutto delle nuove puntate il 12 novembre 2025 offrirà al pubblico l’occasione di scoprire da vicino il suo metodo, la sua visione e il suo straordinario impegno: una testimonianza vivida di come il talento pontino possa dialogare con il mondo, portando con sé la creatività italiana nelle sue forme più innovative.

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Last modified: Novembre 6, 2025
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