Scritto da 12:25 pm Aprilia, Cronaca, Top News

Ospedale “Città di Aprilia”, assolte due dottoresse accusate di omicidio colposo

Aprilia (mercoledì, 1 ottobre 2025) — Si è chiuso ieri davanti al Tribunale di Latina il procedimento penale a carico di due medici in servizio, all’epoca dei fatti, presso l’ospedale “Città di Aprilia”. Le due professioniste erano accusate di omicidio colposo per la morte di Gaetano Rapali, 59 anni, deceduto nel gennaio 2019 a seguito di un aneurisma.

di Sofia Cilli

Il giudice per l’udienza preliminare, Barbara Cortegiano, ha pronunciato per entrambe una decisione favorevole: assoluzione con rito abbreviato per una, difesa dall’avvocato Marcello Montalto, e sentenza di non luogo a procedere per l’altra, assistita dall’avvocato Ida Blasi. In entrambi i casi la motivazione è stata la stessa: “il fatto non sussiste”.

A sostegno della linea difensiva, l’avvocato Montalto ha precisato che la sua assistita aveva svolto soltanto attività di sorveglianza sul trattamento farmacologico, senza entrare nel merito della diagnosi o prescrivere terapie. Una tesi condivisa anche dal pubblico ministero Martina Taglione, che in requisitoria aveva chiesto l’assoluzione e il non luogo a procedere.

La vicenda ha avuto inizio l’8 dicembre 2018, quando Rapali, residente a Latina, si era recato al pronto soccorso di Aprilia con forti mal di testa, nausea e sudorazione. Nonostante i sintomi, era stato dimesso senza accertamenti neurologici né una Tac, esami che secondo le figlie – costituite parti civili – avrebbero potuto rilevare l’aneurisma in fase iniziale. Pochi giorni dopo, il 22 dicembre, l’uomo venne ricoverato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, dove subì un intervento neurochirurgico senza esito positivo. Dopo un mese di agonia, morì il 24 gennaio 2019.

Le figlie, convinte che la tragedia potesse essere evitata, hanno portato avanti una lunga battaglia giudiziaria. Inizialmente la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma grazie alle opposizioni e agli ordini di imputazione coatta emessi dal Gip Giorgia Castriota, si arrivò al rinvio a giudizio delle due dottoresse.

Il procedimento si è ora concluso con l’assoluzione piena delle imputate e il riconoscimento dell’assenza di responsabilità penali nella gestione del caso.

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Last modified: Ottobre 1, 2025
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