Aprilia (venerdì, 8 agosto 2025) — La provincia di Latina resta l’epicentro del focolaio di West Nile Virus in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi da Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, al 5 agosto sono stati registrati 54 casi confermati e 5 decessi nel 2025, pari al 65% delle infezioni segnalate nel Lazio. La regione è oggi la più colpita in Europa.
di Sofia Cilli
Un quadro che, per Europa Verde Lazio, conferma la gravità della situazione e l’insufficienza delle misure messe in campo. “Nonostante il virus sia endemico in Italia da oltre un decennio e se ne conoscano bene le modalità di trasmissione tramite le zanzare Culex – denunciano i co-portavoce regionali Filiberto Zaratti e Michela Treiani – le istituzioni continuano a reagire in ritardo, anziché prevenire”.
Il partito punta il dito contro Ministero della Salute e Regione Lazio, accusati di non aver attuato interventi tempestivi di disinfestazione e monitoraggio, pur conoscendo le caratteristiche del territorio e i fattori di rischio – dai ristagni d’acqua alle condizioni climatiche sempre più favorevoli alla proliferazione delle zanzare, anche a causa della crisi climatica. “La prevenzione deve partire in primavera, non quando i casi sono già esplosi”, sottolineano.
Europa Verde chiede campagne di disinfestazione estese a tutte le aree a rischio, un potenziamento del monitoraggio entomologico e virologico e l’adozione di un approccio integrato One Health, che consideri insieme la salute umana, animale e ambientale.
Oltre agli interventi sul territorio, per il movimento è fondamentale una maggiore informazione ai cittadini, considerati la “prima linea di difesa” contro il virus. Le amministrazioni locali – sostengono – dovrebbero collaborare con le ASL per distribuire materiale informativo chiaro e organizzare incontri pubblici, soprattutto nei comuni più colpiti: Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze, Sabaudia, Anzio e Nettuno.
Dal direttivo regionale arriva infine la richiesta di rafforzare le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2020-2025, con particolare attenzione alla sorveglianza clinica umana e veterinaria. “Continueremo a monitorare la situazione – concludono – sostenendo ogni iniziativa che tuteli la salute pubblica e l’ambiente, e promuovendo una gestione responsabile di questa crisi sanitaria”.
Last modified: Agosto 8, 2025

