Aprilia (mercoledì, 3 settembre 2025) — Il Partito Democratico della provincia riaccende i riflettori sulla partita del servizio idrico dopo la convocazione, da parte della presidente del CdA di Acqualatina, Cinzia Marzoli, di un’assemblea straordinaria chiamata a deliberare un aumento di capitale da 30 milioni di euro. La richiesta, destinata ai Comuni soci e quindi ai bilanci pubblici alimentati dai contribuenti, è giudicata dal Pd priva degli atti a supporto: mancano – sostiene il partito – le carte che spieghino perché serva quella cifra e con quali criteri sia stata calcolata.
di Sofia Cilli
Per il segretario provinciale Omar Sarubbo, la società continua a essere governata in modo «unilaterale e dannoso» dall’asse Fratelli d’Italia–Lega. A riprova, ricorda tre passaggi degli ultimi mesi: il tentativo (poi respinto) di cambiare lo Statuto per concentrare il potere decisionale nei Comuni più grandi; la proposta di ritocchi tariffari molto pesanti, fermata grazie all’opposizione di sindaci Pd e di altri amministratori; e alcune votazioni anomale in cui il socio privato Italgas avrebbe inciso sull’esito di scelte che, nella visione dem, dovrebbero restare in capo alla parte pubblica.
Il partito rifiuta l’idea di far ricadere sui cittadini i costi di una gestione giudicata insostenibile e imputa alla «filiera di governo nazionale e regionale» – vengono citati i nomi di Giorgia Meloni e Francesco Rocca – di aver disatteso il territorio sul fronte idrico. Il modello basato quasi esclusivamente sulle bollette viene bollato come una sorta di “spremerle fino all’osso”, perché finirebbe per far pagare a famiglie e imprese tre volte: i propri consumi, le morosità/evasioni altrui e la dispersione dovuta alle perdite di rete. La strada indicata è l’opposto: immissioni di finanza pubblica, regionale e nazionale, per sostenere investimenti e manutenzioni.
Sarubbo rivendica poi gli interventi che, a suo dire, hanno già sostenuto Acqualatina negli anni scorsi: 60 milioni del PNRR resi disponibili grazie alla progettazione della Provincia di Latina; 40 milioni per i dissalatori delle isole pontine e 6 milioni per il potenziamento del depuratore di via del Campo ad Aprilia; circa 19 milioni di fondi statali per l’emergenza idrica 2017 destinati al Lazio, con quote indirizzate al campo pozzi di Formia e ad altri interventi nell’area lepina; risorse del Fondo Sviluppo e Coesione per la riduzione delle perdite; infine, un emendamento del consigliere regionale Salvatore La Penna per istituire un fondo da 15 milioni dedicato alla rete idrica dell’ATO 4 – Lazio meridionale Latina, proposta poi bocciata dalla maggioranza di centrodestra.
Nel frattempo, il Pd fa sapere di essere al lavoro con sindaci e amministratori in vista del confronto sull’aumento di capitale: l’orientamento è affrontare la discussione con serietà e solo a fronte di documenti completi e trasparenti. Alla luce dei precedenti e della «perseveranza nel decidere in solitaria», il partito afferma che non sussistono oggi le condizioni minime per accordare fiducia a questa gestione.
Poco peso viene attribuito all’appello pubblico della sindaca di Latina, Matilde Celentano, che chiede di salvaguardare Acqualatina come realtà essenziale per il territorio: per i dem ciò che va protetto è il servizio pubblico in sé, non un assetto societario ritenuto poco produttivo. Di conseguenza, si sostiene che debbano essere tutelati i bilanci delle famiglie e quelli dei Comuni – indispensabili per opere e servizi – anziché coprire falle gestionali di soggetti terzi.
Chiude il dossier la delusione verso Italgas, dal quale ci si sarebbe aspettati «visione strategica, capacità di investimento, economie di scala e lungimiranza», laddove invece il comportamento viene descritto come un allineamento alle scelte delle forze di governo. Da qui l’auspicio finale: che anche gli amministratori di centrodestra mettano al primo posto la rappresentanza dei territori, anteponendo l’interesse dei cittadini alla fedeltà di partito.
Last modified: Settembre 3, 2025

